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Corso di Medicina Sistemica 1^livello Milano-Torino 2014/2015
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    MEDICINA SISTEMICA


     Salute significa stabilità dinamica


La medicina sistemica origina le sue conoscenze e la sua filosofia dall’emergere di nuovi “epistemi”.
Basati su inattese scoperte scientifiche e innovative ricerche nell’ambito della Biologia, Fisica, Chimica, Psicologia e Medicina. Il paradigma sistemico rappresenta con efficacia l’attuale superamento dell’interpretazione frammentata e meccanicistica della realtà (pensiero lineare di relazione tra causa ed effetto), a favore di una visione unitaria e di "insieme" dei sistemi viventi e della vita (pensiero della complessità).
La medicina sistemica suggerisce un innovativo modello della relazione salute/malattia/guarigione, e una revisione strategica dell’ orientamento diagnostico-terapeutico, particolarmente utile nelle patologie croniche.
Trova i suoi riferimenti nella teoria generale dei sistemi ( Von Bertanlaffy, 1968 ), un area di ricerca interdisciplinare che interessa la composizione e le proprietà di un sistema. La condizione indispensabile perché si stabilisca un sistema e si mantenga come tale, è che gli elementi interagiscano costantemente attraverso un continuo scambio di energia (sistemi meccanici, elettronici, biologici) e informazione (sistemi biologici, sociali). Quando gli elementi cessano di interagire, per interferenza esterna o per mancanza di energia, il sistema tende a degenerare nella indipendenza delle singole componenti , con perdita progressiva di complessità della struttura e della funzione.
La medicina sistemica vede l’essere umano come insieme complesso di cellule tra loro funzionalmente interconnesse, integrate e organizzate in diversi livelli gerarchici di complessità , dove ogni livello mostra proprietà emergenti che non esistono a livello inferiore. Cellule organizzate a formare tessuti, tessuti a formare organi e funzioni, organi a formare organismi, organismi a generare sistemi sociali ed ecosistemi. Sistemi cellulari complessi in collaborazione e comunicazione continua, finalizzata al mantenimento di un obiettivo comune rappresentato dalla sopravvivenza.
Sistemi in grado di generare proprietà emergenti , che si traducono in una straordinaria capacità di evoluzione (autopoiesi).
Un sistema autopoietico si basa su elementi funzionali specifici quali la capacità di riprodurre continuamente se stesso, di mantenere la propria organizzazione, di definire i propri confini, di sviluppare una complessità propria, di farla evolvere in relazione alla complessità esterna, di mantenere tale dislivello di complessità.
L’essere umano può quindi essere rappresentato come sistema autopoietico in grado di ridefinire continuamente se stesso e i propri confini, di mantenersi stabile e al tempo stesso di rinnovarsi.
La vita e la salute, per la medicina sistemica, sono il risultato di una condizione di stabilità dinamica, grazie alla capacità di adattarsi costantemente agli stimoli ambientali interni ed esterni e di mantenere la stabilità dei sistemi fisiologici per mezzo del cambiamento (allostasi).
La risposta adattativa allo stimolo stressogeno ambientale (cibo, respiro, relazioni con ecosistema, dialogo interiore, rapporti sociali) si basa sui fisiologici meccanismi di reazione infiammatoria che comportano sia variazioni dell’assetto neuroimmunoendocrino sia influenze sui processi metabolici di produzione energetica e di ricambio plastico con modificazione nel tempo anche dello stato nutrizionale. In risposta alle sfide dell’ambiente la reazione infiammatoria può assumere caratteri fisiologici ( stato allostatico e carico allostatico) oppure disfunzionali ( sovraccarico allostatico) sia in sede locale che a livello sistemico (infiammazione cronica sistemica di basso grado).
Se accade che uno stimolo stressogeno persista oppure che molteplici stimoli deboli si sommino nel tempo, la reazione infiammatoria cronica comporta progressive alterazioni flogistico-metaboliche (FLOGOTIPOLOGIA) e dello stato nutrizionale (BIOTIPOLOGIA DISNUTRIZIONALE).
Esempi di FLOGOTIPOLOGIA possono essere rappresentati dall’interessamento cronico del Sistema NeuroImmunitario (FLOGOTIPO NEUROIMMUNE), del Sistema Immunitario delle Mucose (FLOGOTIPO DISBIOTICO), del Sistema del Ricambio e Depurazione (FLOGOTIPO INTOSSICATO), dei Sistemi Vascolare e Metabolico (FLOGOTIPO DISMETABOLICO).
Esempi di alterazione cronica dello stato nutrizionale sono costituiti dai BIOTIPI DISNUTRIZIONALI ACIDIFICATO, OSSIDATO e CARENZIALE. In assenza di autoguarigione spontanea e/o interventi terapeutici riabilitativi, la persistenza cronica di uno o piu’ flogotipi e stati disnutrizionali induce nel tempo una condizione di FLOGOTIPOLOGIA DEGENERATIVA.
Riassumendo: nella visione della medicina sistemica il modello di riferimento diagnostico è direttamente correlato alla identificazione della fase di reazione e regolazione infiammatoria. Espressione biologica opportuna, ma talvolta eccessiva e persistente, della capacita’ di adattamento allo stress.
La Medicina Sistemica raccomanda una pratica medica che non si limiti ad operare sulla fisiologia periferica o sul “tipo” di elementi del sistema (struttura genetico-costituzionale), ma che proponga interventi “sistemici”, cioè sulle proprietà dell’ intero “sistema-uomo”, in grado di agire sui processi: interazioni con l’ambiente ( metabolismo), adattamento (sistema psiconeuroimmunoendocrino), relazioni (apprendimento,rappresentazioni e memoria, emozioni e modello cognitivo), “input” esterni (stressori) ed energia fornita (alimentazione, respirazione).
Suggerisce modelli innovativi di strategia terapeutica, con il fine di riabilitare la capacita’ reattiva ( metabolica, strutturale, energetica) e di recuperare la capacita’ di regolazione adattativa (psiconeuroimmunoendocrina).
Utilizza strumenti terapeutici quali integratori e nutrizione terapeutica (sostanza biochimica), farmacologia ipomolecolare di segnale (sostanza biofisica), terapia di informazione (sostanza quantistica), comunicazione medico-paziente (sostanza di relazione) e counseling (sostanza dell’intenzione: consapevolezza e responsabilità del guarire).


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